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Simone Diamantini

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Hai voluto la bicicletta? Ora pedala. Vero, ma non basta: per pedalare (bene) è necessario stare attenti ad alcuni elementi, oltre al telaio.

Quali misure vanno prese per realizzare un telaio adatto alle proprie dimensioni? Questa è una domanda che ci si pone frequentemente. La risposta? È nella definizione di “posizione in sella”.

Si tratta di un tema sul quale numerosi costruttori di biciclette da corsa hanno maturato un’esperienza tale da essere in grado, oggi, di fabbricare telai su misura di altissimo livello.

Il problema però va posto in modo diverso: come fare affinché il ciclista che produce lo sforzo riesca in modo produttivo a trasmettere il suo massimo potenziale ai pedali oppure sia il più “economico” possibile in sella alla sua specialissima?

OLTRE IL TELAIO

Anche se il telaio è perfetto e ideale per il nostro utilizzo, altri elementi entrano in gioco in modo determinante:

– la forma della sella, il suo avanzamento rispetto al movimento centrale e l’altezza sono tra gli elementi più importanti per ottenere una posizione corretta in bicicletta.

– la lunghezza delle pedivelle, la sistemazione delle tacchette sotto le scarpe da ciclismo e tutti gli elementi che determinano i seguenti 5 punti di contatto tra bici e ciclista:
– i due piedi sui pedali
– le 2 mani sul manubrio
– il cavallo sulla sella.



LA VALUTAZIONE “DINAMICA”

Oggi la valutazione cinematica in bicicletta è pensata, come dice la parola, in modo dinamico, visualizzando non solo problemi posturali bensì anche atteggiamenti o dismetrie lato destro con lato sinistro.

Infatti, il problema della posizione in sella statica, a seconda del lato da cui veniva effettuata la posizione, è sempre stato quello di dare per scontato che i due lati del corpo umano corrispondenti, destro e sinistro, fossero identici.

In ogni caso, anche i più moderni metodi di valutazione dinamica della pedalata devono avere tecnici “intelligenti” e attenti alle problematiche osteoarticolari e muscolari dei soggetti a cui regolano la bicicletta.


Foto ©IRONMAN

UN ESEMPIO: LA BICI DA CRONOMETRO

Regolare, per esempio, la posizione in sella su una bicicletta da cronometro per effettuare un Ironman può essere, dal punto di vista puramente biomeccanico, un’operazione estremamente facile; una questione di angoli.

Se, però, vediamo la situazione dal punto di vista muscolare e articolare, la posizione da “Ironman” deve essere sia efficace e a un basso Cx (indice di penetrazione dell’aria), ma anche ergonomica.

È ovvio altresì che non tutti e non subito potranno adottare una posizione estremamente redditizia, ma dovrà rappresentare un percorso di regolazione, accompagnato da una serie di esercitazioni volte a migliorare la mobilità articolare e la flessibilità muscolare, soprattutto della catena cinetico posteriore.

Il posizionamento in sella quindi rappresenta un’operazione abbastanza facile nella effettuazione, ma estremamente delicata se attuata in modo puramente “ingegneristico”. È necessario accompagnare il soggetto testato verso la posizione più corretta biomeccanicamente attraverso continui, ma leggeri ritocchi della posizione, non in modo repentino e macroscopico.

Viceversa il passaggio veloce da una posizione all’altra può portare spesso a infiammazioni e dolori muscolo tendinei, di cui diventa difficile capirne le cause e recuperare rapidamente il corretto stato di fitness.

TROPPI CENTRI DI VALUTAZIONE E CORREZIONE

Una decina di anni fa i centri di posizionamento in bicicletta erano diffusi, ma non come oggi, dove ogni negozio di ciclo dispone o di un sistema computerizzato oppure di strumenti per la posizione in sella.

Purtroppo però, non tutti hanno la necessaria esperienza e conoscenza di tipo anatomico per poter risolvere qualsiasi problema o evitare di produrne.

Anche se la bicicletta è uno strumento che riduce i sovraccarichi a schiena, ginocchia e gambe in genere, se scorrettamente posizionati può essere viceversa fonte di seri problemi, perché poco appariscenti all’inizio, visto lo scarso stress articolare; quando però si conclamano, diventano molto seri, perché causati da microtraumi che sommati fra loro creano l’infiammazione o la lesione.

PER APPROFONDIRE L’ARGOMENTO

Optimal cycling time trial position models: aerodynamics versus power output and metabolic energy.
Fintelman DM, Sterling M, Hemida H, Li FX.
J Biomech. 2014 Jun 3;47(8):1894-8. doi: 10.1016/j.jbiomech.2014.02.029. Epub 2014 Mar 4.
PMID: 24726654

Distribution of power output during cycling: impact and mechanisms.
Atkinson G, Peacock O, St Clair Gibson A, Tucker R.
Sports Med. 2007;37(8):647-67. Review.

Aerodynamic drag in cycling: methods of assessment.
Debraux P, Grappe F, Manolova AV, Bertucci W.
Sports Biomech. 2011 Sep;10(3):197-218.

Torso stabilization reduces the metabolic cost of producing cycling power.
McDaniel J, Subudhi A, Martin JC.
Can J Appl Physiol. 2005 Aug;30(4):433-41

The effect of time trial cycling position on physiological and aerodynamic variables.
Fintelman DM, Sterling M, Hemida H, Li FX.
J Sports Sci. 2015;33(16):1730-7. doi: 10.1080/02640414.2015.1009936. Epub 2015 Feb 6.
PMID: 25658151

The influence of handlebar-hands position on spinal posture in professional cyclists.
Muyor JM.
J Back Musculoskelet Rehabil. 2015;28(1):167-72.
PMID: 25061036

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