Categories: Blog

Simone Diamantini

Share

Nel triathlon l’’importanza di pianificare, per atleti professionisti e age group, è estremamente significativa. “Perdere tempo” a pianificare è fondamentale per raggiungere gli obiettivi che ci si pone, in allenamento come in gara, quali migliorare le prestazioni e prevenire l’overtraining e le lesioni.

Vediamo, allora, in modo sintetico quali possono essere i motivi di una corretta pianificazione.

La pianificazione vi consente di stabilire obiettivi chiari e realistici. Pianificare è una attività tutt’altro che semplice, sia che siate triatleti professionisti sia per age group: aiuta a identificare gli obiettivi specifici e a sviluppare un programma di allenamento mirato per raggiungerli. Ecco che il coach può aiutarvi e guidarvi in questo percorso, favorendo il processo meditativo, che è importante venga fatto attraverso domande e piccoli suggerimenti, senza che l’allenatore si sostituisca a voi, perché altrimenti l’obiettivo non sarà mai voluto ma suggerito.

La pianificazione aiuta a dividere il training in fasi e cicli specifici in base agli obiettivi agonistici. Qualunque sia il vostro livello nel triathlon potrete beneficiare di un corretto plan inserendo periodi di carico alternati a momenti di recupero attivo o agonistico. Questo per evitare overtraining o piccoli e grandi infortuni.

Spesso alcune persone sostengono, per paura, superstizione o ancora svogliatezza, che pianificare possa essere una cosa inutile, essendo talmente imprevedibile la stagione di un atleta. Invece, dopo molti anni, mi sono reso sempre più conto dell’importanza di fissare, insieme all’atleta, dei macro obiettivi, sviluppando un piano A e un piano B. Senza un plan adeguato, davanti agli imprevisti (cancellazione delle gare, infortunio, malattia, impegno inaspettato ecc.), sarà molto facile, improvvisando, sbagliare direzione e pregiudicare un periodo di ottimo allenamento.

Un plan corretto, che comprenda sia allenamenti sia impegni agonistici, deve essere semplice. Spesso, alcuni miei colleghi si fanno prendere dall’ansia e volendo inserire tutti gli ingredienti della prestazione riempiono la giornata di un atleta di inutili orpelli che affaticano semplicemente il programma e l’atleta stesso che, pensando di allenarsi meglio, investe tanto tempo in continue esercitazioni. Sono convinto che anche per il coach gli obiettivi debbano essere semplici e chiari. Quindi eliminiamo le cose inutili o come si dice in gergo “cut the bullshit”.

Gli atleti professionisti ma soprattutto gli age group sono soggetti a lesioni a causa del carico di lavoro intenso, degli effetti dell’invecchiamento, della impossibilità di un corretto recupero e spesso anche da una insana ossessione verso l’allenamento, quasi fosse un modo per placare i propri demoni e non per raggiungere obiettivi agonistici. Un modo per evitare è inserire un massaggio di scarico a settimana e lavorando, con esercizi semplici, sulla prevenzione.

Vi suggerisco di eseguire due volte all’anno una valutazione funzionale (test) per personalizzare, quanto più possibile, i regimi di allenamento e per “fotografare” la vostra condizione, oltre a sottoporvi, con cadenza almeno semestrale, a esami ematochimici per stabilire, con il medico o nutrizionista, un piano corretto integrativo.

In sintesi, la programmazione dovrà essere: semplice, chiara e adeguata al proprio livello di allenamento e di gara. Focalizzate l’attenzione sul fatto che il triathlon è uno sport singolo e non dimenticatevi che è una disciplina prevalentemente di endurance.

Scrivete la programmazione e poi dopo un breve periodo di riflessione rileggetela come se fosse quella di un vostro amico. Valutarla in terza persona può aiutare a essere più obiettivi ed eliminare possibili errori… oppure semplicemente affidatevi a un coach esperto.

Buon allenamento!

Foto: Marta Baffi

Leave A Comment

Related Posts